Ormai l’ingegneria biomedica ha fatto passi da gigante: un altro degli scogli più “rocciosi” – la mano – sembra essere stato superato.
La mano rappresenta uno degli apparati più indispensabili all’indipendenza dell’essere umano e per tutta la varietà di movimenti possibili è sempre stata molto difficile da riprodurre.
L’azienda inglese Touch Bionics ha sviluppato la rivoluzionaria mano artificiale i-LIMB che, recentemente è stata impiantata al paziente inglese Evan Reynolds, diciannovenne che aveva perso la mano in un incidente d’auto.
La mano i-LIMB è controllata da un unico ed intuitivo sistema di controllo mioelettrico, generato dai muscoli per aprire e chiudere le dita della mano.

I controlli mioelettrici utilizzano il segnale generato dai muscoli nella porzione di arto residua del paziente.
Il segnale viene registrato da degli elettrodi posizionati sulla superficie della pelle.
L’inclusione di un pollice, che può essere ruotato in differenti posizioni, come quello umano, consente importanti configurazioni di presa, molte delle quali non erano precedentemente disponibili agli amputati.

