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Mano bionica

22 gennaio 2009

Ormai l’ingegneria biomedica ha fatto passi da gigante: un altro degli scogli più “rocciosi” – la mano – sembra essere stato superato.
La mano rappresenta uno degli apparati più indispensabili all’indipendenza dell’essere umano e per tutta la varietà di movimenti possibili è sempre stata molto difficile da riprodurre.
L’azienda inglese Touch Bionics ha sviluppato la rivoluzionaria mano artificiale i-LIMB che, recentemente è stata impiantata al paziente inglese Evan Reynolds, diciannovenne che aveva perso la mano in un incidente d’auto.
La mano i-LIMB è controllata da un unico ed intuitivo sistema di controllo mioelettrico, generato dai muscoli per aprire e chiudere le dita della mano.

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I controlli mioelettrici utilizzano il segnale generato dai muscoli nella porzione di arto residua del paziente.

Il segnale viene registrato da degli elettrodi posizionati sulla superficie della pelle.
L’inclusione di un pollice, che può essere ruotato in differenti posizioni, come quello umano, consente importanti configurazioni di presa, molte delle quali non erano precedentemente disponibili agli amputati.

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eVolution monitor cardiaco

13 ottobre 2008

eCardio Diagnostics, azienda di Woodlands, Texas, leader nel monitoraggio di eventi cardiaci, ha lanciato un monitor cardiaco “single-component” detto anche eVolutionism. L’apparecchio è essenzialmente un monitor Holter che registra rari episodi di aritmie associati a sintomi transitori quali palpitazioni o sincopi.

I dati vengono successivamente trasmessi, attraverso una linea telefonica o wireless, ad una centrale di monitoraggio per l’analisi.

eVolution

eVolution

L’apparecchio fornisce un moitoraggio continuo grazie ad un microprocessore dotato di un escludivo algoritmo auto-detettivo. Questa tecnologia che rende disponibili dati in tempo reale, consente ai medici di scoprire arritmie sintomatiche ed asintomatiche con velocità e precisione.

Inoltre eVolution(SM) offre:

  • Un Singolo Componente, eliminando l’ingombrante monitor, modem e stazione base associate a sistemi tradizionali di telemetria cardiaca;
  • Flessibilità per i medici nel programmare il dispositivo mentre esso viene indossato dal paziente;
  • Parametri personalizzati per monitorare più efficacemente le condizioni mutevoli del paziente o specifici requisiti del paziente;
  • Comfort per il paziente con interruzioni minime della routine quotidiana.
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Tecnologia comandata dal cervello

13 settembre 2008

NeuroSky Inc. ha sviluppato una famiglia di prodotti basati su bio-sensori non-invasivi che catturano le onde elettriche generate dall’attività cerebrale e dal movimento degli occhi e traducono l’informazione in segnali digitali per un’Interfaccia Cervello-Computer (BCI).
Questa tecnologia “indossabile” dischiude nuove applicazioni nell’elettronica consumer, nelle applicazioni medicali, del benessere, della sicurezza, dell’educazione e molto altro.

NeuroSky

NeuroSky



Ecco la descrizione dei vari moduli:

  • ThinkGear-EM™
  • Il modulo Think Gear EM™ fornisce delle potenti funzionalità basate sull’Elettroencefalogramma (EEG) per applicazioni industriali e di consumo. Dispone di interfaccia Bluetooth.

  • MindKit-EM™
  • MindKit-EM è una piattaforma di sviluppo per PC utilizzata per estrarre, filtrare e amplificare i segnali di onde cerebrali(EEG) e convertire queste informazioni in uscite digitali relative allo stato mentale che vengono lette dalle applicazioni Brain-Computer Interface (BCI). MindKit-EM può essere utilizzato per monitorare e analizzare onde cerebrali umane, training mentale. Il segnale EEG letto dal MindKit-EM rileva attraverso l’elettrodo Fp1 (secondo il sistema di posizionamento degli elettrodi della International Federation in Encephalography and Clinical Neurophysiology).

  • eSense-EM™ (Algorithm Library)
  • La libreria eSense-EM™ traduce i segnali EEG in differenti livelli di stato mentale, ad esempio, Attenzione and Meditazione. Questi “algoritmi” mentali vanno testati su un campione alto di popolazione, e sotto differenti condizioni ambienatli, per lavorare con un ampio spettro di individuie località. I risultati della libreria eSense-EM vengono passati attraverso lo stream di uscita del ThinkGear-EM alla piattaforma finale.

  • MindBuilder-EM™ (Cuffia Neurale)
  • Il MindBuilder-EM™ è una cuffia neurale venduta con il framework. Il MindBuilder-EM incorpora il modulo ThinkGear-EM, supporta connettività wireless e Bluetooth.

  • MindSet™ (Cuffia Neurale Commerciale)
  • Il MindSet™ è al prima cuffia controllata dalle onde cerebrali disponibile sul mercato consumer. La cuffia legge ed interpreta differenti stati mentali e trasmette queste informazioni wireless a varie piattaforme. Utilizzando la tecnologia ThinkGear-EM, che gestisce l’acquisizione delle onde cerebrali, il MindSet comunica sia con console per giochi che PC e piattaforme mobili, incluso telefoni cellulari.

    Un video che spiega il prodotto:

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    LifeBed System

    8 settembre 2008

    Il sistema di vigilanza del paziente LifeBed System fornisce una soluzione semplice ma molto efficiente per il monitoraggio continuo delle condizioni dei pazienti.
    A differenza dei sistemi di monitoraggio convenzionali che richiedono di attaccare elettrodi, cuffie, sensori ai pazienti con il sistema LifeBed Hoana non sono più necessarie connessioni né contatto fisico col paziente.

    LifeBed System Hoana

    LifeBed System Hoana


    Il paziente viene steso sul letto che dispone di un materasso ricoperto da un telo che contiene tutti i sensori necessari. Il telo rileva attraverso una matrice di sensori, tutti i segnali necessari, generati dal paziente, anche attraverso più strati di vestiti del paziente. Esso contiene anche sensori di pressione che possono rilevare se il paziente sta cercando di alzarsi dal letto.
    Ogni telo è connesso ad un display che visualizza frequenza cardiaca e respiratoria su di uno schermo collegato a segnali di allarme e chiamata per gli infermieri.
    Qualunque letto d’ospedale può essere trasformato in un letto LifeBed con sistema di vigilanza del paziente, attraverso il telo LifeBed ed il display LifeBed.

    LifeBed in azione al Pomerado Hospital

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    Due donne al top della ricerca biomedica

    6 maggio 2008
    Elisabeth Blackburn

    Joan Steitz

    Finalmente due donne al top della ricerca biomedica: Elizabeth Blackburn, Ph.D., dell’ University of California, San Francisco, e Joan Steitz, Ph.D., della Yale University—la cui innovativa ricerca molecolare potrà condurre a trattamenti più efficaci di una varietà di malattie —sono le prime donne a ricevere il premio i 500.000 dollari dell’Albany Medical Center nella ricerca Medica e Biomedica, ovvero il più importante premio Americano della medicina.
    La dottoressa Blackburn, docente di Biologia e Fisiologia all’UCSF, è universalmente conosciuta perle sue scoperte sulla natura molecolare dei telomeri, le semplici catene di DNA che costituiscono “i fermalibri alla fine dei cromosomi che mantengono tutto in ordine”—e per la sua scoperta dell’enzima ribonucleico telomerasi, che permette la ricostruzione dei telomeri mancanti, in modo da mantenere integri i cromosomi

    La dottoressa Steitz, Professoressa di Biofisica Molecolare e Biochimica a Yale, è conosciuta nel mondo per i suoi studi sull’RNA. E’ molto conosciuta per aver scoperto e definito la funzione dellepiccole ribonucleoproteine (snRNPs) nell’RNA premessaggero—il primo prodotto della trascrizione del DNA. Nella sua ricerca, è stata la prima a capire che questi complessi cellulari (snRNPs) giocano un ruolo chiave nel riconoscere ed eliminare gli introni—i numerosi segmenti inutili trovati nel DNA e nell’RNA premessaggero. L’snRNPs rimuove gli introni e riunisce i segmenti risultanti pre creare l’RNA messaggero.

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    Training dei chirurghi con la Wii

    22 gennaio 2008

    Secondo Haptica, azienda specializzata nel fornire tecnologie in sanità, i chirurghi che giocano con la Nintendo Wii hanno prestazioni migliori durante l’uso del simulatore di navigazione chirurgica ProMIS.

    Navigazione chirurgica

    Alcuni dei chirurghi partecipanti ai test di ProMIS in Arizona, sono stati fatti giocare con la Nintendo Wii, prima di utilizzare il simulatore stesso: quando si sono posti dinanzi a ProMIS hanno realizzato punteggi migliori, soprattutto negli esperimenti operatori in laparoscopia, la celebre tecnica che consente di accedere a determinati organi o punti interni del corpo mediante minuscoli fori, alternativa e assai meno invasiva delle tecniche precedenti.

    Coloro che avevano giocato con Wii hanno mostrato prestazioni migliori del 48% rispetto agli altri.
    L’utilizzo di Wii potrebbe consentire il training ai chirurghi anche al di fuori dell’ospedale.

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    Occhi bionici

    22 gennaio 2008

    occhi bionici

    Avremo occhi bionici? Secondo uno studio della University of Washington sarà possibile utilizzare lenti contennti circuiti dello spessore di pochi nanometri e diodi fotoemettitori di un terzo di millimetro.
    Per ottenere componenti così piccoli i ricercatori hanno utilizzato tecniche di fabbricazione conosciute come self-assembly, nelle quali la forma di un componente determina dove e come si attacca su un foglio di plastica.

    Il team della University of Washington sta lavorando per aggiungere la comunicazione wireless e per alimentare il sistema utilizzando sia tecniche a radiofrequenza che cella solari applicate alle lenti.

    «Guardando attraverso queste lenti è possibile vedere ciò che i circuiti elettronici stanno generando, sovrapposto alle immagini che arrivano dal mondo esterno», spiega in un comunicato Parviz, professore associato di ingegneria elettronica. «Per ora si tratta di un piccolo passo, ma già estremamente promettente. Saranno poi gli stessi utenti a scoprire tutti i possibili utilizzi di questo speciale supporto. Il nostro obiettivo, per ora, è stato solo quello di illustrare la tecnologia e dimostrare che funziona e che è sicura».

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    Cartella clinica USB

    14 gennaio 2008


    IdentityPal
    è la chiavetta USB utilizzabile per recuperare dati medici dettagliati, ma anche i dati dei nostri animali domestici(!), e informazioni generali in caso di emergenza.

    La chiavetta contiene templates preinstallati e predefiniti facili da usare. I template vanno compilati con le informazioni specifiche utili al nostro scopo.
    La cartella clinica USB

    La custodia è robusta e resistente all’acqua.

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    Vestiti da Spiderman

    10 settembre 2007

    VESTITI DA SPIDERMAN
    Immagina di possedere la tua tuta da Spiderman, completa di guanti e stivali per arrampicarti sui muri.
    Tutto ciò potrebbe essere presto realizzabile grazie a Nicola Pugno, ingegnere e fisico del Politecnico di Torino (Nicola Pugno).

    “L’idea, in fondo, è semplice e nasce da applicazioni bio-ispirate di scienza delle costruzioni alla nanoscala. Gechi e ragni hanno in comune una portentosa capacità di aderire a muri e a soffitti, come già aveva notato Aristotele. E’ una capacità sorprendente per tre motivi: l’estrema resistenza adesiva, il controllo dell’adesione nella fase di distacco, l’autopulizia delle zampette. Ma lo è ancora di più, se si pensa che questi meccanismi in ragni e gechi coesistono perfettamente, pur essendo in competizione.
    La forza di adesione
    La zampetta di un ragno o di un geco è composta da tanti peli principali, da cui si diramano «peletti» secondari, che rappresentano il contatto ultimo con la superficie. La forza di adesione di ciascuno è proporzionale al loro raggio e la conseguenza è significativa: se dividiamo un pelo in 100 peletti, la forza totale di adesione è maggiorata di un fattore 10. E’ così ho calcolato che un geco abbia circa un miliardo di nano-contatti in presa, contro il milione di un ragno.
    Un ragno (della specie Evarcha arcuata) possiede un coefficiente di sicurezza, definito come il rapporto tra la forza adesiva e quella peso, che è teoricamente pari a 173. Il numero è alto, ma è più una conseguenza della dimensione minuscola del ragno che della sua forza. Infatti la forza adesiva è proporzionale alla superficie a contatto, mentre la forza peso è proporzionale al volume dell’animale, cosicché il coefficiente di sicurezza risulta proporzionale al rapporto tra superficie e volume, ovvero all’inverso della dimensione dell’animale. E’ un fenomeno che rientra negli «effetti di scala», su cui la scuola di Scienza delle Costruzioni del Politecnico di Torino è diventata leader grazie anche all’opera del professor Alberto Carpinteri. Dunque, un uomo-ragno, definito come un uomo con le capacità adesive di un ragno, non sarebbe un supereroe, ma potrebbe almeno essere un «eroe».
    I gechi (della specie Gecko gecko) hanno una resistenza adesiva che è circa tre volte quella dei ragni e posseggono un coefficiente di sicurezza teorico di 102, malgrado la massa sia di gran lunga superiore a quella di un ragno. L’adesione è in primo luogo una conseguenza delle forze di van der Waals (vale a dire l’interazione elettrostatica tra molecole complessivamente neutre e dovuta a fluttuazioni nella distribuzione delle cariche) e in secondo luogo delle forze capillari. Ho calcolato, quindi, che una tuta da uomo-geco potrebbe permettere a un uomo di «camminare» su un soffitto e potrebbe avere applicazioni nel vuoto, per rimanere attaccati a una navicella.
    Ma come fanno ragni e gechi a controllare l’adesione? Due ipotesi sembrano plausibili. Una strategia «in vivo» per ridurre la forza necessaria al distacco potrebbe essere quella di rilasciare un nano-contatto alla volta. Altra possibilità è la seguente: immaginate un nastro adesivo sul bordo di un tavolo. La forza necessaria per scollarlo risulta dipendente dall’angolo secondo cui il nastro viene tirato. Un «trucco» simile potrebbe essere usato per far funzionare la tuta da uomo-geco, con guanti e calzari che diventano super-adesivi grazie a nano-architetture bio-ispirate, realizzabili con nanotubi al carbonio ramificati.
    Terzo problema è l’autopulizia. Dopo aver camminato sulla sabbia, un geco non rimane impiastricciato. Anche questa peculiarità potrebbe essere ricostruita, ottimizzando la nano-architettura del pelo per rendere la superficie super-idrofobica (effetto loto). Le formule sono già disponibili e potrebbero avere applicazioni anche in contesti differenti, dai vetri autopulenti ai tessuti super-impermeabili.

    Sopportare il peso
    E la ragnatela? Presi singolarmente, i nanotubi risultano invisibili, dato il loro diametro, che è minore (per esempio 50 nanometri) della lunghezza d’onda della luce visibile (400-600 nanometri). Se distanziati in un cavo macroscopico di una quantità maggiore di questa lunghezza d’onda (5 micrometri), questi non interagirebbero e il cavo risulterebbe ancora invisibile. Il cavo invisibile di un centimetro di diametro e composto da una griglia di nanotubi di carbonio avrebbe una leggerezza estrema (un centesimo di grammo al chilometro) e sarebbe teoricamente in grado di sopportare il peso di un uomo.
    Quindi, nell’attesa di Geckoman 1, uno Spiderman non è poi così fantascientifico.

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    Biotex

    28 maggio 2007

    biotex

    L’integrazione negli indumenti di strumenti per il monitoraggio porterà benefici e comodità agli utilizzatori.
    Indumenti accessoriati di strumentazione consentiranno il monitoraggio remoto dei parametri vitali, possibilità di diagnostica per migliorare il rilevamento precoce di malattie e disordini metabolici e porteranno alla riduzione di costi medici per i cittadini.

    Il target saranno ambulatori, persone che vivono in luoghi isolati, persone convalescenti e pazienti cronici.

    Potranno essre misurati parametri fisiologici (temperatura corporea, elettrocardiogramma, elettromiogramma, ritmo respiratorio) che inizialmente verranno rilevati su sportivi e per la prevenzione del rischio cardiovascolare.

    Il progetto BIOTEX punta a sviluppare tecniche dedicate di rilevazione biochimica compatibili con l’integrazione nei tessuti tessili.
    Questo obiettivo rappresenta una novità che consentirà, per la prima volta, il monitoraggio dei fluidi corporei attraverso dei sensori distribuiti su uno strato di tessuto.

    Il progetto BIOTEX è uno STREP (Specific Targeted Research or Innovation Project), parte del 6° Programma della Commissione Europea.
    Il consorzio consiste di 8 partner provenienti da 4 paesi: include due istituti di ricerca nel campo delle micro e nano tecnologie, due industrie attive nella ricerca e sviluppo, due università leader nella bioingegneria “indossabile” e due aziende esperte in ingegneria.

    http://www.biotex-eu.com

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